Briciole di Emozioni e di Web…Fasix

…volevo cambiare il Mondo, ma il Mondo ha cambiato me.

In Cielo

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cielo

Written by Fabio Ferrari

20 settembre 2014 at 11:05

Pubblicato su Amicizia

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Le Parole Volano

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Parole nel vento

Molto spesso le Belle parole si infrangono sui fatti.

Io stesso mi rendo conto che non bisognerebbe promettere cose che non si possono mantenere.

Si dice, bhè è una piccola bugia, l’ho detta per dare conforto alla persona a cui l’ho detta.

Ma non ci accorgiamo che creiamo delle aspettative, smuoviamo sentimenti che poi rischiano di rimanere delusi. E così facendo deludiamo chi abbiamo con così poche parole convinto che avremmo fatto di tutto per farlo stare bene o aiutarlo.

Forse è sbagliato, se non si dà un briciolo di speranza in momenti in cui uno ne ha bisogno, anche solo con una piccola promessa si rischia che chi non si sente aiutato si abbatta, ma se poi non si promette quanto detto?? Non si rischia che lui rimanga nella sua disperazione e aumenti anche la sfiducia in chi gli ha girato le spalle?

Io sarò anche strano, ma odio deludere le persone e per tanto le parole le peso, ed evito che si infrangano nei fatti e distruggano Sogni.

Roger_Olmos

Written by Fabio Ferrari

8 settembre 2014 at 11:32

E se la smettessimo di volere di più?

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consumi

E se la smettessimo di volere di più?.

Written by Fabio Ferrari

5 settembre 2014 at 11:57

Pubblicato su Economia

The Truth Will Always Be – Pat Metheny

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Written by Fabio Ferrari

9 agosto 2014 at 08:21

One Billion Rising

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Written by Fabio Ferrari

24 luglio 2014 at 16:55

Pubblicato su Amicizia

Non sempre chi arriva per ultimo male alloggia

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Originally posted on giorgio:

ascoltatela e ditemi se non è un capolavoro

anch?io ho un po? di pancia?ma non ricordo chi me l?ha gonfiata!<br />
dev?essere stato tanto tempo fa?

anch’io ho un po’ di pancia…ma non ricordo chi me l’ha gonfiata!
dev’essere stato tanto tempo fa…

va sempre a finire così?

va sempre a finire così

Una professoressa non viene reincaricata nell’istituto cattolico in cui insegna perché si rifiuta di dichiarare il proprio orientamento sessuale. E perché mai le viene chiesto con chi va a letto? Perché girano voci che sia lesbica, in tal caso, la madre superiora è costretta a comunicarle che non le verrà rinnovato il contratto, non prima di averle consigliato una qualche forma terapica per riabilitarsi e cioè per andare con uomini e non con donne. Non è una notizia del 1948, è una notizia di oggi.
È bizzarro che persone così prese a lottare con la propria astinenza sessuale si preoccupino di come scopano gli altri.
Devi pensarla come me. Questo è quello che tutti vogliamo imporre agli altri. Ma perdio…

View original 79 altre parole

Written by Fabio Ferrari

23 luglio 2014 at 11:25

Pubblicato su Amicizia

E chi non ce l’ha???

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Google: lavorare meno per vivere meglio

Il cofondatore Larry Page: essere impegnati senza sosta rovina l’esistenza, per essere felici bisogna essere vicini alla famiglia e poter coltivare i propri interessi

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Larry Page (sinistra) e Sergey Brin (destra), i due fondatori di Google

 

Lavorare meno per vivere meglio: questa la ricetta della felicità per Larry Page, numero uno di Google, che si schiera tra coloro che chiedono una riduzione dell’orario di lavoro settimanale di quaranta ore.

Il co-fondatore del colosso di Mountain View non ha dubbi: essere impegnati senza sosta rovina la vita. «Se si pensa alle cose di cui si ha bisogno per essere felici, gli antropologi hanno identificato casa, sicurezza e opportunità per i figli. Non è difficile per noi provvedere a queste cose», ha argomentato Page. Aggiungendo che «l’idea che tutti debbano lavorare freneticamente per soddisfare le esigenze delle persone è semplicemente non vera».

 

Non è il solo tra i leader della Silicon Valley e del mondo del business ad appoggiare questa teoria. Prima di lui, ad esempio, un’altra icona come il magnate inglese Richard Branson, che ha a lungo sostenuto l’utilità del lavoro part-time, che a suo dire porta benefici a chi lavora, ma anche all’impresa e alla società. Ricordando la filosofia di Branson, Page ha sottolineato come l’uomo d’affari britannico «ha cercato di convincere i datori di lavoro ad assumere due persone a tempo parziale invece di una a tempo pieno, in modo da aiutare i giovani ad avere un’occupazione».

 

«Se chiedessi ai dipendenti `vorreste una settimana di vacanze extra oppure una settimana lavorativa di quattro giorni?´, il 100 per cento delle persone alzerebbe la mano», ha affermato Page, spiegando che la maggior parte delle persone ama lavorare, ma ama anche avere più tempo per la famiglia o per i propri interessi. Per lui, il problema si potrebbe quindi risolvere trovando un modo coordinato per ridurre la settimana lavorativa.

Certo, per i critici si tratta di un’idea più semplice da sostenere per una persona come Page, che vale circa 32,7 miliardi di dollari, rispetto ai comuni mortali che lottano per arrivare alla fine del mese. L’aspetto meno chiaro del piano `made in Google´ per l’occupazione, infatti, è proprio quello relativo ai salari, in quanto non spiega quali potrebbero essere le conseguenze economiche per i dipendenti.

 

Naturalmente il piano funzionerebbe solo se si pagassero ai dipendenti stipendi uguali o superiori pur lavorando meno ore. Un’ipotesi che secondo diversi osservatori rimane per ora piuttosto remota, se si pensa all’acceso dibattito in corso negli Stati Uniti per alzare il salario orario minimo.

La Stampa 

Written by Fabio Ferrari

9 luglio 2014 at 08:35

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