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Disastro Climatico

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L’Onu lancia l’allarme: “Il pianeta rischia l’apartheid climatico, non ci salveremo dal disastro imminente”

 

Cambiamento climatico Apartheid | Il pianeta rischia un “apartheid climatico”, in cui i ricchi hanno i mezzi per sfuggire alla fame “mentre il resto del mondo è lasciato a soffrire”. È l’allarme lanciato dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite.

Philip Alston, relatore speciale dell’Onu sull’estrema povertà, non usa mezzi termini.

L’esperto ha criticato le misure adottate dagli organismi delle Nazioni Unite come “palesemente inadeguate” e che non salveranno la Terra dal “disastro imminente”.

La popolazione più povera rischia di essere colpita più duramente dall’aumento delle temperature e dalla penuria di cibo, oltre che dai conflitti che derivano dai cambiamenti climatici.

Si prevede che le nazioni in via di sviluppo soffriranno almeno il 75% dei costi dei cambiamenti climatici, nonostante il fatto che la metà più povera della popolazione mondiale generi solo il 10 per cento delle emissioni.

Tra i governi più criticati vi è quello del presidente brasiliano Jair Bolsonaro, per aver concesso l’estrazione nella foresta pluviale, indebolendo le tutele ambientali.

Parole dure anche per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, per aver piazzato “ex lobbisti nei ruoli di supervisione”, “facendo tacere e offuscando attivamente la scienza del clima”.

“Il Consiglio per i diritti umani non può più permettersi di affidarsi solo alle consuete tecniche di organizzazione di gruppi di esperti, inviando segnalazioni che non portano da nessuna parte, esortando gli altri a fare di più ma facendo poco da sé e adottando ampi, ma inconcludenti risoluzioni “, si legge nella relazione di Alston.

L’obiettivo, secondo l’esperto, è proporre e monitorare azioni specifiche per evitare il disastro.

L’intera comunità per i diritti umani ha fallito “nella sua missione di far fronte al fatto che i diritti umani potrebbero non sopravvivere al prossimo sconvolgimento”, ha concluso.

E non abbiamo fallito solo in questo, l’uomo è davvero la peggior bestia del pianeta.

https://www.tpi.it/2019/06/25/cambiamento-climatico-apartheid/

Written by Fasix

11 settembre 2019 at 09:11

Home

with one comment

Dovremmo guardarlo tutti con molta attenzione e proiettarlo nelle scuole come Insegnamento.

Home

http://youtu.be/54FTatnqXjY

Home è un documentario su ambiente e cambiamento climatico di Yann Arthus-Bertrand, prodotto da Luc Besson, diffuso contemporaneamente il 5 giugno 2009 nelle sale cinematografiche di 50 paesi, in concomitanza con la giornata mondiale dell’ambiente. Concepito come un reportage di viaggio, è realizzato quasi interamente con immagini aeree.

Home denuncia lo stato attuale della Terra, il suo clima e le ripercussioni a lungo termine sul suo futuro. Un tema che viene continuamente espresso lungo tutto il documentario è quello del delicato e fondamentale collegamento che esiste tra tutti gli organismi che vi fanno parte.
Il documentario inizia con le riprese di grandi paesaggi vulcanici spiegando la connessione che esiste tra le alghe monocellulari e la nascita della vita sul nostro pianeta.
Successivamente, il documentario approfondisce tematiche riguardanti le attività dell’uomo e sui nefasti effetti che queste stesse attività producono sull’ecosistema. Partendo dalla rivoluzione agricola ed il suo impatto sulla natura, vengono affrontate le questioni riguardanti il petrolio, l’industrializzazione, le città e le disuguaglianze sociali, che non sono mai state così grandi quanto nel nostro tempo. L’attuale situazione degli allevamenti di bovini, la deforestazione in Amazzonia ed in altre parti del mondo, la carenza di prodotti alimentari e di acqua pulita, l’eccessiva estrazione di materie prime e la sempre maggiore richiesta di energia elettrica sono alcuni dei temi trattati. Città come New York, Las Vegas, Los Angeles, Mumbai, Tokyo e Dubai sono mostrate come esempio di pessima gestione con i loro ingenti sprechi di energia, acqua e cibo. Lo scioglimento dei ghiacciai e l’essiccamento delle paludi e dei grandi fiumi vengono mostrati attraverso le riprese aeree effettuate in Antartide, al Polo Nord ed in Africa, denunciando l’aumento della emigrazione di massa e dei rifugiati nel caso in cui non vengano subitaneamente prese le adeguate contro misure.
A questo punto del documentario viene posta l’attenzione sul riscaldamento globale ed il buco dell’ozono. HOME ci spiega come lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello del mare e il cambiamento meteorologico non hanno solo a che fare con il terzo mondo ma che, continuando di questo passo, molto presto interesseranno anche le regioni più sviluppate. Per circa tre minuti del film vengono forniti i dati sulla situazione attuale che vengono visualizzati mediante grandi scritte bianche su sfondo nero.
La conclusione del film cerca di essere al tempo stesso positiva e propositiva. Il documentario, dopo aver mostrato le terribili conseguenze di alcune attività umane sul nostro pianeta e sul suo ecosistema, fornisce indicazioni riguardo alle energie rinnovabili, la creazione di parchi nazionali, la cooperazione internazionale tra le varie nazioni in merito alle questioni ambientali come risposta agli attuali problemi che affliggono la terra. [fonte Wikipedia]

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