Briciole di Emozioni e di Web…Fasix

…volevo cambiare il Mondo, ma il Mondo ha cambiato me.

Archive for novembre 2014

La vera ricchezza

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Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

Preso da fb:

Un padre ricco, volendo che suo figlio sapesse che significa essere povero, gli fece passare una giornata con una famiglia di contadini
Il bambino passò 3 giorni e 3 notti nei campi.
Di ritorno in città, ancora in macchina, il padre gli chiese:
– Che mi dici della tua esperienza ?
– Bene – rispose il bambino….
Hai appreso qualcosa ? Insistette il padre
1 – Che abbiamo un cane e loro ne hanno quattro.
2 – Che abbiamo una piscina con acqua trattata, che arriva in fondo al giardino. Loro hanno un fiume, con acqua cristallina, pesci e altre belle cose.
3- Che abbiamo la luce elettrica nel nostro giardino ma loro hanno le stelle e la luna per illuminarli.
4 – Che il nostro giardino arriva fino al muro. Il loro, fino all’orizzonte.
5 – Che noi compriamo il nostro cibo; loro lo coltivano…

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29 novembre 2014 at 20:03

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Minions Canzone di natale!

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28 novembre 2014 at 19:31

Se sei in pace col mondo non andare su Facebook

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Zone Errogene

Se sei in pace col mondo non andare su Facebook, perché potresti scoprire che:

– La farina 00 è il più grande veleno della storia. Azz….mia nonna ha vissuto 105 anni ignorando questa profonda verità. L’avesse saputo? Era ancora a ballare la mazurca con mio nonno. Duecentotrenta anni in due, felici come pochi.

– La farina di manitoba fa malissimo. E se anche non sai che cazzo è la manitoba, sappi che è ovunque. Ma proprio ovunque. Va beh, ma se è ovunque ci sarà meno farina 00

– Video shock: “Guarda cosa succede se metti un dente, per 24 ore, nella CocaCola”. Innanzi tutto succede che poi ti manca un dente, perché te lo sei cavato per far l’esperimento. Ma soprattutto, ma come ti viene in mente di provare? E un dente nell’acqua e menta o nell’olio di colza, no? Ma perché non tenere le palle a mollo…

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27 novembre 2014 at 07:00

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Bukhara e l’arte del commercio

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Bimba Uzbeka

“Lungo la Via della Seta fluivano filosofie, tradizioni, arti e religioni, ma soprattutto merci. Bukhara era tra le più ricche delle città carovaniere. Tra il XVI e il XX secolo contò fino a 50 bazaar e 75 caravanserragli”. Monica Pinna, Euronews.

Bukhara si è sviluppata intorno al commercio e i suoi bazaar a cupola ancora oggi rendono l’idea di come gli scambi commerciali influenzassero la struttura urbana ai tempi della via della Seta. Bukhara ebbe la sua epoca d’oro nel XVI secolo. Possiamo immaginarla come un enorme ipermercato medioevale, strutturato in modo che le merci transitassero facilmente. L’architetto Zoircho Klitshev:

“La città aveva 11 porte che conducevano al centro. Agli incroci vennero costruite delle aree per gli scambi commerciali. Li chiamiamo Tok. Erano come dei mercati coperti. La strade tra i vari Tok erano protette dal sole per facilitare gli scambi”.

Bukhara si snodava lungo una serie di stradine brulicanti di gente e bancarelle, caravanserragli e bazaar. La città era considerata una delle piazze commerciali più vivaci e cosmopolite del mondo islamico medioevale. L’architetto Zoircho Klitshev:

“L’incrocio principale era coperto da una cupola centrale, mentre cupole più piccole coprivano le strade secondarie. Queste costruzioni monumentali indicavano e proteggevano gli incroci, divenuti luogo di scambio, in modo da preservarli a lungo”.

Entrare in un caravanserarglio è un’esperienza. Non ne sono sopravvissuti più di dieci. Ayoz, in pieno centro, è stato appena restaurato ed è ancora chiuso al pubblico. Anche i caravanserragli avevano una funzione chiave nella rete commerciale cittadina. L’architetto Zoircho Klitshev:
“I caravanserragli erano posti in cui vivere, in cui conservare le merci e in cui realizzare operazioni di vendita all’ingrosso. All’interno c’erano veri e propri magazzini per stoccare e scambiare i beni. I venditori al dettaglio compravano qui e rivendevano per le strade. I caravanserragli sono un patrimonio culturale. Non sono sofisticati quanto i monumenti religiosi, perché furono costruiti per uso civile, ma hanno un’importanza storica”.

Nei bazaar si trovava ogni tipo di merce. Ma qualcosa rese Bukhara famosa ben otre i suoi confini. I tappeti. Ancora oggi riportano i motivi geometrici delle 12 antiche tribù di Bukhara. Il colore è il rosso. Sabina Burkhanova, alla guida l’attività familiare, ci spiega perché:

“I tappeti di Bukhara sono rossi perché i seguaci dello zoroastrismo, religione dominante in tutta l’Asia centrale fino all’affermazione dell’Islam, credevano nel fuoco e nel sole. Quando erano in preghiera, immaginavano il fuoco sui tappeti”.

Una ventina di ragazze si ritrovano ogni giorno nel negozio di Sabina per imparare a tessere seguendo tecniche millenarie. Per realizzare un tappeto possono volerci mesi o anni. Tutto dipende dalla misura, dal numero di nodi per centimetro quadrato e dal design. Sabina Burkhanova:

“Le ragazze impiegano generalmente due settimane per imparare il nodo del tappeto. Per fare un nodo è necessario muovere le dita otto volte. Poi dipende da loro diventare tessitrici esperte. Dipende da quanto sono brave, veloci e in gamba”.

Rano Ibragimova, tessitrice:
“Ho impiegato due settimane per imparare il nodo e tre anni per diventare una brava tessistrice. Ho ancora molto da imparare però”.

Dietro alle aree più turistiche, Bukhara rivela ancora lo charme delle antiche viuzze dove è semplice perdere il senso dello spazio e del tempo.

Monica Pinna, Euronews:
“Lasciamo a malincuore gli artigiani e i bazaar di Bukhara per raggiungere la remota Khiva nella terza e ultima puntata di Uzbekistan Life”.

Copyright © 2014 euronews

http://it.euronews.com/2014/11/25/bukhara-e-l-arte-del-commercio/

 

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26 novembre 2014 at 09:33

www.alessandrapiasecka.com

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24 novembre 2014 at 15:56

Il Parcheggio

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Auto accatastate

 

Settimana scorsa ero in città per un appuntamento. Premetto che abitando in un paese di periferia di solito non ho di questi problemi. Dovevo andare in una zona ZTL e necessariamente parcheggiare l’auto e farmi un tratto a piedi. E’ un posto dove sono stato sovente e mi capita di andare, ma gli orari influiscono molto sulla possibilità di parcheggio. Il mattino sino alle 9 non ho mai avuto seri problemi, e neanche il pomeriggio presto tipo 14-14,30. Settimana scorsa erano le 10 arrivo e dopo vari tentativi, mi abbatto, mi dico cavoli sono davvero sfortunati gli avventori di questo parcheggio. Mi consola il fatto che non avendo un appuntamento improrogabile mi sono messo di lato ad aspettare e fortuna ha voluto che in 10/12 minuti si è liberato un posto e ho parcheggiato. In quel mentre arrivano due auto e una terza sta per liberare il proprio posto. Ho assistito ad un tentativo di inserimento bestiale dall’auto che è arrivata qualche secondo dopo. Cosa pensate sia successo?

 

Businessmen fighting

 

Esattamente quello che vediamo nella foto sopra. Da prima un sproloquio di insulti e apprezzamenti sulle qualità delle proprie madri, poi un elenco di qualità personali che non vi posso elencare, ed infine un accenno per fortuna breve, di rissa urbana nella quale il mitico Tyson avrebbe sfigurato. Mi ha portato a fare due brevi e forse banali considerazioni. La prima che sono davvero fortunato a parcheggiare la mia auto in cortile a vivere in un paese dove se vado in centro, arrivo parcheggio scendo faccio le mie cose e poi riparto senza troppi patemi di parcheggio. E la seconda che davvero a volte ci accapigliamo per così poco valore. Magari entrambi o solo uno dei due aveva un impegno improrogabile, era in ritardo o chissà cosa, ma arrivare ad essere così tirati solo per un posto auto credo che faccia perdere valore a quello che è vivere. Questi avevano il fegato avvelenato, magari erano persone molto benestanti, viste le due auto, ma che razza di serenità hanno se per così poco a momenti si mettono da pronto soccorso? Forse la mia è una riflessione troppo banale, ma davvero per pochissimo perdiamo momenti di serenità che chi ne ha bisogno vorrebbe conservare preziosamente. Un abbraccio a tutti e buon parcheggio.

 

Written by Fasix

18 novembre 2014 at 15:44

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Ho pianto

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Written by Fasix

17 novembre 2014 at 22:08

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