Briciole di Emozioni e di Web…Fasix

…volevo cambiare il Mondo, ma il Mondo ha cambiato me.

Posts Tagged ‘Erotismo

Touch and go- Straight to number one

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Written by Fasix

16 novembre 2011 at 18:36

Erotismo

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(Dal Blog di Dolcezzasicula.)

L’erotismo è ….

L’erotismo è un gioco cerebrale..

è bisogno fisico di possedere per il desiderio di essere posseduti..

è seguire il ritmo,

l’uno dell’ altra per godere del piacere reciproco..

è prendere il comando per farsi governare,

è premio e punizione..

disprezzo e ammirazione;

l’erotismo è un impulso individuale da condividere con qualcuno,

non è solo sesso..

non è solo amore..

Written by Fasix

12 novembre 2011 at 08:27

Seduzione o Provocazione?

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Lo spunto per il post oggi l’ho avuto da una notizia letta stamattina sul portale di libero, ma poi gironzolando mi sono accorto che era anche in altri siti e blog. E’ la NON presenza dell’intimo nella velina di Striscia La Notizia Federica Nargi.

Ragazza che trovo di una bellezza davvero ammaliante. Ora sono sicuro che lo sforzo del balletto senza un ingombrante slippino intimo di certo viene alleviato, o forse la precipitazione di dover andare in onda in fretta ha fatto sì che fosse una dimenticanza lieve, però mi chiedo: ha davvero necessità una ragazza così splendida ed affascinante di non mettere i propri slip? Non che la cosa mi dispiaccia sia ben inteso, anzi, sono un maschietto e gli ormoncini per fortuna fanno ancora il loro lavoro a dovere, però era una curiosità sana. Sono debolmente sensibile anch’io agli apprezzamenti e sono certo che la soddisfazione di sapersi desiderati aumenta di gran lunga il proprio ego e la propria autostima. Ma non credevo che la carissima Federica ne avesse bisogno. Allora è un piccolo gioco di seduzione o una bella e buona provocazione per essere notizia da prima pagina col suo bel fiore in mostra?

Di sicuro come mè avrà fatto felici tanti ometti, e le pagine dei siti che avranno visto i loro clic aumentare in modo esponenziale, del resto come credo anche in altre parti della nostra bell’amata Italia, anche qui c’è un sano proverbio che recita: “Tira pisè un pelo de gnoca che zento bò” (Dialetto veronese. Trad. “Tira di più un pelo di vagina che cento buoi”) Comunque, sia stata essa pura provocazione o studiata seduzione, io sono del parere che se fatta in modo diverso e magari come nella situazione sottostante, ove il fiore non è spoglio ma maestralmente celato in trasparenze maliziose sia molto ma molto più sexy e piacevole. Ciao Fa.

Written by Fasix

8 novembre 2011 at 12:15

Ellen Von Unwerth

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Un omaggio ad un’artista tedesca che mi ha colpito molto.

 

Ellen von Unwerth (Francoforte, 1954) è una fotografa e regista tedesca, specializzata nell’erotismo femminile. In passato ha lavorato come modella per dieci anni prima di spostarsi dietro la macchina fotografica ed attualmente crea fotografia di moda e pubblicitaria.

Ellen von Unwerth è divenuta celebre per un servizio da lei realizzato su Claudia Schiffer per la Guess?. Le sue fotografie sono state pubblicate su riviste come Vogue, Vanity Fair, Interview, The Face, Twill, Arena, L’Uomo Vogue ed I-D, e lei stessa ha pubblicato numerosi libri fotografici. Nel 1991 ha vinto il primo premio al Festival internazionale della fotografia di moda. (Wikipedia)

Written by Fasix

30 ottobre 2011 at 21:02

Libero Arbitrio

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Suggerire che l’uomo ha “Libero Arbitrio” è non suggerire niente a meno che i termini siano definiti. Alcuni delle definizioni tipiche sono:
“Libero Arbitrio” significa che una persona è in grado di fare ciò che “decide” di fare. Questo, certo, è assurdo. Può decidere di volare nel battere le sue braccia, ma non volerà. È ovvio che in qualche modo “capacità” deve essere accoppiata con “la volontà”.
“Libero Arbitrio” significa che una persona è libera per fare qualsiasi cosa. Anche questo è assurdo. Uno non è libero di scegliere il suo sesso, i suoi genitori, la sua nazionalità, la sua data di nascita, ecc… ecc…
“Libero Arbitrio” significa che una persona è libera di scegliere il buono o il malvagio. Questo era l’insegnamento di Arminius e può essere il significato che la maggior parte delle persone associa “Libero Arbitrio” ma questo è anche assurdo. Anche Dio Stesso non è libero di scegliere buono o malvagio, data la Sua natura.


La definizione della parola “volontà” è “desiderio” così quando si dice che l’uomo ha “Libero Arbitrio” è dire che ha “libero desiderio”. Dovrebbe essere ovvio ad anche allo studente casuale della Parola che questo non è vero. Tutti i desideri dell’uomo sono condizionati dalle cose fuori del suo controllo. La sua base culturale, il suo ambiente, la sua famiglia, il suoi gusti, ecc., e più importante moralmente, il peccato ed il  commetterlo. Poi dire che l’uomo è libero per desiderare quel che desidera è soltanto dichiarare l’ovvio, comunque, il suo desiderio in nessuna maniera implica la sua capacità di fare. Come ciò può essere chiamato “libero” quando è limitato dalle condizioni fuori del suo controllo e dalla sua capacità di eseguire?

Written by Fasix

12 ottobre 2011 at 09:24

L’Attesa

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L’ATTESA
Andrea “Lensflare” Debbi 

 

È l’una di notte.

Il vento gelido che mi sfiora elettrico ed affilato sembra uno spirito che non trovi pace.

Ha il sapore della montagna, ha il suono della montagna, ha il profumo della montagna.
Fermo al ciglio della strada, il bavero del tre quarti alzato, con una mano in tasca e l’altra a tenere ben stretto il telefono in attesa del tuo cenno. Devo

attendere un tuo cenno, ogni volta. Rileggo l’ultimo messaggio “..sono appena arrivata a casa, tu che fai?”
Devo risponderti?
Devo risponderti che sto sfidando il freddo gelido di questa notte d’Aprile, devo risponderti che non sono a casa al caldo come tutte le sere, ma sto

attendendo che tu mi faccia un cenno, per poterti dire che mi trovo a portata di pensiero da te, e che se capirò dalle tue parole che ora mi vuoi, sono

pronto a suonare al campanello di casa tua?
Sibili di un vento che fiacca la mia coscienza sono l’unico suono in questo spettrale silenzio. Pini che si muovono come ipnotizzati, nessuno in strada,

neanche i cani randagi.
Ed io che sarei già in piedi nel tuo salone, a contemplare il tuo sguardo, rapito dal movimento lieve di quel tuo vestito

sempre impeccabile, come se ti fosse stato disegnato addosso. Ed io che sarei già occhi negli occhi, a spezzare con l’anima queste catene, questo

inesorabile psicodramma che ci ostiniamo a rappresentare ogni notte, lontani un milione di miglia, ma vicini da farci male, mentre sadicamente

torniamo a recitare la solita parte del giusto e dello sbagliato, del che sarà, mentre il desiderio ci consuma dall’interno come un tarlo si ciba del suo

Luigi XIV lasciandone nel tempo solo il vetro molato delle ante a testimoniare la grandezza di un qualcosa che non è più.
Ed io che avrei di

nuovo quel sorriso a metà, come un cielo che scorre di lato, mentre mi sfilo la cravatta con una mano, mentre l’altra convulsamente cerca tra i tuoi

capelli, frugando ossessa, mossa dall’anelito di quel bacio che mille volte abbiamo immaginato e che ancora adesso ci eccita ed impaurisce.
E tu che

saresti così sorpresa, spalancando quelle rocce di mare tramite le quali mi parli, reclinando la testa indietro ed offrire alle mie labbra anelanti la pelle

del tuo collo, delle tue spalle, sospirando un piacere represso per troppo tempo, cercato, nascosto, rivoltato e di nuovo rinnegato, per l’ancestrale

umana paura di perdere quel qualcosa di indefinito che esiste solo nella nostra fantasia, o in qualche stringa digitale che rimpalla di notte tra le celle di

qualche operatore telefonico.
Tu staresti così, evanescente nella penombra, appoggiata di schiena sulla spalliera del sofà reggendo con la mente i

tuoi sensi che cadono ai miei piedi come piccoli frammenti di cristallo, scintillanti e fragorosi nella loro voluttuosa fragilità. Abbandonata al mio

ardore che esploda come una supernova ad incendiare l’universo dell’umana lascivia.
Come un alito del vento screziato del tuo profumo francese

la mia mano sui tuoi fianchi, sul dorso quel tessuto raffinato, sul palmo e sotto le dita la pelle di una seta mistica e speziata, calda e tremante fiamma

madre dell’incendio che ci vedrà ardere prigionieri dei nostri stessi corpi.
Come lama di un rasoio adamantino la passione a rapire i respiri ed

ingoiare la notte incipiente, mentre le pupille si abituano alla penombra e le tue curve si cominciano a delineare chiare, mentre il reggiseno cade a terra

silente, mentre la mia mano solleva il tuo vestito carezzando le tue gambe, mentre le mie labbra incollate ai tuoi seni vibrano di piacere all’unisono

con te, che lasci questo angolo di mondo terreno per librarti nell’aria in un istante di volo emozionale.Tu ora stai glissando, svicolando

sull’argomento.. hai immaginato, non sei pronta. Mentre gli unici brividi che sento sono quelli del freddo continuo a rispondere ai tuoi messaggi,

rendendomi conto di essere ancor lontano dal ricevere il cenno..
Eppure ora i brividi sarebbero ben altri, con te che mi prendi la testa tra le mani

come una coppa di Veuve Clicquot ma non per bere, ma per riempirla di nettare divino, facendomi scivolare sul tuo ventre, aggrappato con le labbra a

quella pelle vogliosa, ad ascoltare da vicino il tuo respiro farsi ritmato, sempre più rapido per ossigenare un sangue eccitato, mentre assapori ancora il

gusto dei miei baci sulle tue labbra, perversamente senti la mia lingua farsi strada tra ben altre labbra, che senti essere parimenti umide, grondanti

eccitazione e piacere.
Eppure la sensazione sarebbe ben altra, mentre passerei la mia intera giovinezza con il viso incollato tra le tue gambe, ad

esplorare il frutto della passione aprendolo pian piano con due dita, spostando le Grandi Labbra per poter assaporare in fondo la delizia del tuo intimo,

fermandomi a giocherellare con il tuo piacere, mentre le braccia cominciano a dolermi per lo sforzo di tenerti ferma, mentre sei in preda delle

convulsioni, degli spasmi, soffrendo per non urlare al mondo il brivido che ti sta squassando dall’interno.
Eppure sarebbe un altro vivere, un altro

stringere tra le mie mani, invece di questo freddo pezzo d’alluminio sul quale leggo i tuoi pensieri in risposta ai miei, avere invece i tuoi capezzoli da

sfiorare mentre si eccitano, il tuo seno da accarezzare, stringere, palpare per riempirmi di te, per riempire a piene mani della vita florida, rigogliosa,

giovane, della vita che vuole essere vissuta e non psicanalizzata, non rinnegata in nome della paura, della indecisione…
Sarebbe un altro sapore a

bagnare le mie labbra, il mio viso, mentre il tuo piacere mi inonda con un guizzo dei tuoi nervi vinti dall’orgasmo, proiettandoti l’anima fuori dal

corpo, stravolgendo le tue certezze, abbattendo completamente le tue difese, mentre il tuo vestito Calvin Klein giace immobile ai nostri piedi,

simulacro della tua personalità vinta e vincitrice, mentre oramai persa nel turbine irresponsabile del delirio liberi la tua voce sospirando l’inno alla

vita che va vissuta. Il vento si è fermato. Il cenno volutamente non è arrivato. Risalgo in macchina diretto verso casa mia. Stasera l’incontro non è

avvenuto… il tempo sarà l’unico testimone di quel che avverrà.

 

Written by Fasix

2 ottobre 2011 at 12:56

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