Briciole di Emozioni e di Web…Fasix

…volevo cambiare il Mondo, ma il Mondo ha cambiato me.

Archive for the ‘Foto’ Category

Arido

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Indubbiamente anche lui ha la sua bellezza e il suo fascino. Il deserto e la sua aridità. Anche se per mia ignoranza ne ero all’oscuro, pur nell’assenza di umidità certi deserti sono, a dispetto del significato del loro nome”deserto”, pieni di Vita. Ecco in questi ultimi tempi anch’io sono un po’ come il deserto. Arido ovvero, povero di post nel mio blog ma impegnatissimo in faccenduzze e impegni che come animaletti notturni dei deserti si divertono a scorazzare in qua e là per la mia Vita. E’ un post regalato ad una Amica che giustamente, mi accusa di latitanza dalle pagine virtuali di questi lidi.  Ed è con piacere che torno a postare una foto che pur nella sua desolata assenza di alito umano ha una pienezza di emozione indescrivibile. 

La parola deserto non è solo un sostantivo ma anche un aggettivo col significato di “solo, abbandonato”. Il latino desertum deriva dal verbo deserere che significa abbandonare.  Deserere, a sua volta, è composto da de, con valore negativo, e serere (legare) quindi non più legato. (Wikipedia)

Dedicato a chi slegato dalle proprie catene può riprendere a Volare.

 

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Written by Fasix

11 ottobre 2016 at 16:12

Buone Feste

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24 dicembre 2015 at 18:10

Pubblicato su Amicizia, Emozioni, Foto

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La Mela Migliore

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Simpatico porello il maialino, ma oggi è lui il destinatario delle mie riflessioni. Stamattina ho sentito un programma radiofonico e tra le varie notizie c’era anche una curiosità sui detti popolari. Quella che mi ha colpito di più è stata una in particolare. “Dare la Mela migliore al Maiale”. E ne hanno dato un minimo di spiegazione. Il povero maialino di per sè, come l’umano è onnivoro, ma soprattutto, del tutto che mangia non bada alla qualità. Ebbene si, tante mele ma che siano “Melinda” o mele da macero poco conta. Per tanto il succo del proverbio e della saggezza popolare che ne consegue, è che non serve molto scegliere la mela migliore per dar da mangiare al maiale, lui porello se sbaffa de tutto, e non bada a spese. Ecco mi viene in mente, visto che siamo onnivori come il suddetto, che molte similitudini con alcuni di noi siano oltremodo dovute oltre che possibili. E’ inutile sforzarsi di voler far ragionare chi non vuole capirci o non apprezza quello che facciamo o come siamo. In dialetto schietto: L’è come voler insegnarghe a un mùso.

Somaro

Battaglia persa in partenza.

 

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11 marzo 2015 at 12:17

Blog del Viaggiatore

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9 febbraio 2015 at 22:52

Auguri

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24 dicembre 2014 at 11:30

Bukhara e l’arte del commercio

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Bimba Uzbeka

“Lungo la Via della Seta fluivano filosofie, tradizioni, arti e religioni, ma soprattutto merci. Bukhara era tra le più ricche delle città carovaniere. Tra il XVI e il XX secolo contò fino a 50 bazaar e 75 caravanserragli”. Monica Pinna, Euronews.

Bukhara si è sviluppata intorno al commercio e i suoi bazaar a cupola ancora oggi rendono l’idea di come gli scambi commerciali influenzassero la struttura urbana ai tempi della via della Seta. Bukhara ebbe la sua epoca d’oro nel XVI secolo. Possiamo immaginarla come un enorme ipermercato medioevale, strutturato in modo che le merci transitassero facilmente. L’architetto Zoircho Klitshev:

“La città aveva 11 porte che conducevano al centro. Agli incroci vennero costruite delle aree per gli scambi commerciali. Li chiamiamo Tok. Erano come dei mercati coperti. La strade tra i vari Tok erano protette dal sole per facilitare gli scambi”.

Bukhara si snodava lungo una serie di stradine brulicanti di gente e bancarelle, caravanserragli e bazaar. La città era considerata una delle piazze commerciali più vivaci e cosmopolite del mondo islamico medioevale. L’architetto Zoircho Klitshev:

“L’incrocio principale era coperto da una cupola centrale, mentre cupole più piccole coprivano le strade secondarie. Queste costruzioni monumentali indicavano e proteggevano gli incroci, divenuti luogo di scambio, in modo da preservarli a lungo”.

Entrare in un caravanserarglio è un’esperienza. Non ne sono sopravvissuti più di dieci. Ayoz, in pieno centro, è stato appena restaurato ed è ancora chiuso al pubblico. Anche i caravanserragli avevano una funzione chiave nella rete commerciale cittadina. L’architetto Zoircho Klitshev:
“I caravanserragli erano posti in cui vivere, in cui conservare le merci e in cui realizzare operazioni di vendita all’ingrosso. All’interno c’erano veri e propri magazzini per stoccare e scambiare i beni. I venditori al dettaglio compravano qui e rivendevano per le strade. I caravanserragli sono un patrimonio culturale. Non sono sofisticati quanto i monumenti religiosi, perché furono costruiti per uso civile, ma hanno un’importanza storica”.

Nei bazaar si trovava ogni tipo di merce. Ma qualcosa rese Bukhara famosa ben otre i suoi confini. I tappeti. Ancora oggi riportano i motivi geometrici delle 12 antiche tribù di Bukhara. Il colore è il rosso. Sabina Burkhanova, alla guida l’attività familiare, ci spiega perché:

“I tappeti di Bukhara sono rossi perché i seguaci dello zoroastrismo, religione dominante in tutta l’Asia centrale fino all’affermazione dell’Islam, credevano nel fuoco e nel sole. Quando erano in preghiera, immaginavano il fuoco sui tappeti”.

Una ventina di ragazze si ritrovano ogni giorno nel negozio di Sabina per imparare a tessere seguendo tecniche millenarie. Per realizzare un tappeto possono volerci mesi o anni. Tutto dipende dalla misura, dal numero di nodi per centimetro quadrato e dal design. Sabina Burkhanova:

“Le ragazze impiegano generalmente due settimane per imparare il nodo del tappeto. Per fare un nodo è necessario muovere le dita otto volte. Poi dipende da loro diventare tessitrici esperte. Dipende da quanto sono brave, veloci e in gamba”.

Rano Ibragimova, tessitrice:
“Ho impiegato due settimane per imparare il nodo e tre anni per diventare una brava tessistrice. Ho ancora molto da imparare però”.

Dietro alle aree più turistiche, Bukhara rivela ancora lo charme delle antiche viuzze dove è semplice perdere il senso dello spazio e del tempo.

Monica Pinna, Euronews:
“Lasciamo a malincuore gli artigiani e i bazaar di Bukhara per raggiungere la remota Khiva nella terza e ultima puntata di Uzbekistan Life”.

Copyright © 2014 euronews

http://it.euronews.com/2014/11/25/bukhara-e-l-arte-del-commercio/

 

Written by Fasix

26 novembre 2014 at 09:33

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Written by Fasix

24 novembre 2014 at 15:56

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