Briciole di Emozioni e di Web…Fasix

…volevo cambiare il Mondo, ma il Mondo ha cambiato me.

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Polvere sotto il tappeto

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Sono sempre stato un convinto sostenitore della tecnologia tedesca come di quella giapponese. E pure un convinto assertore che la durezza e la rigidità integerrima di queste nazioni fosse vanto di un modo di essere e vivere da invidiare. Oggi scricchiolo. Io stesso ero convinto che il mio essere preciso e ordinato o ligio ai doveri più o meno istituzionali, fosse da esempio per gli altri e potesse essere da guida ed emulazione. Sbaglio. O forse devo essere solo cosciente che non può e non deve essere una convinzione assoluta. Ci sarà ancora chi in Germania fa cose eccelse, come ci sarà anche chi come Volkswagen, risultando essere il maggior produttore di auto mondiale, non sempre si comporta in modo lindo. Come mi auguro ci possa essere in questa nostra cara Italia, di strafalcioni e burloni cantanti, tutta pizza e mandolino, qualche bravo e onesto assertore della ideologia teoutonica. Però SI devo ammettere, tutti abbiamo qualcosa da nascondere, tutti abbiamo la nostra BELLA POLVERE SOTTO IL TAPPETTO.

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24 settembre 2015 at 08:42

Minions Canzone di natale!

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28 novembre 2014 at 19:31

Bukhara e l’arte del commercio

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Bimba Uzbeka

“Lungo la Via della Seta fluivano filosofie, tradizioni, arti e religioni, ma soprattutto merci. Bukhara era tra le più ricche delle città carovaniere. Tra il XVI e il XX secolo contò fino a 50 bazaar e 75 caravanserragli”. Monica Pinna, Euronews.

Bukhara si è sviluppata intorno al commercio e i suoi bazaar a cupola ancora oggi rendono l’idea di come gli scambi commerciali influenzassero la struttura urbana ai tempi della via della Seta. Bukhara ebbe la sua epoca d’oro nel XVI secolo. Possiamo immaginarla come un enorme ipermercato medioevale, strutturato in modo che le merci transitassero facilmente. L’architetto Zoircho Klitshev:

“La città aveva 11 porte che conducevano al centro. Agli incroci vennero costruite delle aree per gli scambi commerciali. Li chiamiamo Tok. Erano come dei mercati coperti. La strade tra i vari Tok erano protette dal sole per facilitare gli scambi”.

Bukhara si snodava lungo una serie di stradine brulicanti di gente e bancarelle, caravanserragli e bazaar. La città era considerata una delle piazze commerciali più vivaci e cosmopolite del mondo islamico medioevale. L’architetto Zoircho Klitshev:

“L’incrocio principale era coperto da una cupola centrale, mentre cupole più piccole coprivano le strade secondarie. Queste costruzioni monumentali indicavano e proteggevano gli incroci, divenuti luogo di scambio, in modo da preservarli a lungo”.

Entrare in un caravanserarglio è un’esperienza. Non ne sono sopravvissuti più di dieci. Ayoz, in pieno centro, è stato appena restaurato ed è ancora chiuso al pubblico. Anche i caravanserragli avevano una funzione chiave nella rete commerciale cittadina. L’architetto Zoircho Klitshev:
“I caravanserragli erano posti in cui vivere, in cui conservare le merci e in cui realizzare operazioni di vendita all’ingrosso. All’interno c’erano veri e propri magazzini per stoccare e scambiare i beni. I venditori al dettaglio compravano qui e rivendevano per le strade. I caravanserragli sono un patrimonio culturale. Non sono sofisticati quanto i monumenti religiosi, perché furono costruiti per uso civile, ma hanno un’importanza storica”.

Nei bazaar si trovava ogni tipo di merce. Ma qualcosa rese Bukhara famosa ben otre i suoi confini. I tappeti. Ancora oggi riportano i motivi geometrici delle 12 antiche tribù di Bukhara. Il colore è il rosso. Sabina Burkhanova, alla guida l’attività familiare, ci spiega perché:

“I tappeti di Bukhara sono rossi perché i seguaci dello zoroastrismo, religione dominante in tutta l’Asia centrale fino all’affermazione dell’Islam, credevano nel fuoco e nel sole. Quando erano in preghiera, immaginavano il fuoco sui tappeti”.

Una ventina di ragazze si ritrovano ogni giorno nel negozio di Sabina per imparare a tessere seguendo tecniche millenarie. Per realizzare un tappeto possono volerci mesi o anni. Tutto dipende dalla misura, dal numero di nodi per centimetro quadrato e dal design. Sabina Burkhanova:

“Le ragazze impiegano generalmente due settimane per imparare il nodo del tappeto. Per fare un nodo è necessario muovere le dita otto volte. Poi dipende da loro diventare tessitrici esperte. Dipende da quanto sono brave, veloci e in gamba”.

Rano Ibragimova, tessitrice:
“Ho impiegato due settimane per imparare il nodo e tre anni per diventare una brava tessistrice. Ho ancora molto da imparare però”.

Dietro alle aree più turistiche, Bukhara rivela ancora lo charme delle antiche viuzze dove è semplice perdere il senso dello spazio e del tempo.

Monica Pinna, Euronews:
“Lasciamo a malincuore gli artigiani e i bazaar di Bukhara per raggiungere la remota Khiva nella terza e ultima puntata di Uzbekistan Life”.

Copyright © 2014 euronews

http://it.euronews.com/2014/11/25/bukhara-e-l-arte-del-commercio/

 

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26 novembre 2014 at 09:33

www.alessandrapiasecka.com

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24 novembre 2014 at 15:56

Simpa!!!

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6 novembre 2014 at 08:59

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The Truth Will Always Be – Pat Metheny

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Written by Fasix

9 agosto 2014 at 08:21

Smetto quando voglio

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Smetto quando voglio

 

Premetto che non vuole essere una recensione cinematrografica.
Non ne ho la pretesa e nemmeno la qualifica. Anche se a dire la verità di cinema ne mastico.
Mi piace tantissimo, forse un pò di senso voyeristico, vabbhè lasciamo perdere.
Adoro rivedere certi passaggi, talune scene particolari mi emozionano e magari le vedo e rivedo più volte.
Ad esempio la scena di “Shining” dove Jack con lo sguardo allucinato squarcia la porta è immortalata nella mia memoria.
Oppure la scena del Tirannosauro di “Jurassic Park”, De Niro con la pistola puntata alla testa nel “Cacciatore”
Il ciccione di “Seven” o Kaiser Soze, ma ce ne sono a migliaia, che ricordo con piacere. Adoro tutto il cinema.
Nessun genere escluso, anche se a dire il vero l’Horror troppo brutale non è che sia il massimo.
Qualcuno potrebbe dire e il porno? Bhè non sono certo un bigotto e non mi piace mentire, diciamo che qualche bel
video di Andrew Blake l’ho apprezzato molto. Diciamo che, si, posso considerarmi un piccolo appassionato di film.
Ma non per questo tanto esperto da fare una vera e propria recensione.
Premessa a parte, ieri ho visto un Film Italiano davvero molto bello.
Si perchè a volte si rimane molto colpiti da tutta la cinematrografia mondiale e magari sminuiamo un pò la nostrana.
Non che non ci siano buoni, anzi di ottimi film italiani, da Olmi, Bertolucci, Fellini sino al recente Ferzan Özpetek, che pur essendo turco ormai si può considerare naturalizzato italiano, ce ne sono eccome, però il panorama non offre sempre cose eccelse. Bene dicevo, ci sono buoni e anche ottimi film, ma quando si parla di commedia un pò più leggera credo ci sia meno scelta. Non che Pieraccioni o Bisio non siano bravi, ma un pò più di spessore secondo me manca. Cosa che invece a mio modesto avviso ho trovato in questo simpaticissimo Film. Ha tutto lo spessore di un Tarantino o di un film come The Snatch-Lo strappo con Brad Pitt, un buon ritmo continuo, scene e colori non scontate. Ho riso, e mi ha preso davvero molto, sia per il modo di recitare che come è stato girato e pure per la tematica del precariato universitario, espressa in modo ironico ma profondo.
Mi sono davvero divertito. La scena poi della rapina in farmacia, mi ha sbellicato tantissimo. Ho riso sino alle lacrime, fortissima davvero. Bravi. Bella sceneggiature e bravi gli attori ed il regista. Consiglio di vederlo, poi magari non aspettatevi che quello che è piaciuto a me, piaccia altrettanto in modo forte anche a voi, ma dico che una produzione così merita tutto il rispetto, come una bella produzione americana o mondiale.
Buona visione e grasse risate a voi.

 

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